Scoperto a Parigi vicino al Canal Saint-Martin, questo muro custodiva quel tipo di poesia urbana stratificata che il quartiere esprime con naturalezza. Carta strappata, intonaco sbiadito, frammenti di manifesti, vecchi segni e tracce del tempo circondano il profilo di una figura che esplode in piume accanto a due cavalli delicatamente illustrati.
Nulla nella composizione appare prevedibile. Grafismi ispirati a copricapi indigeni si scontrano con disegni anatomici di cavalli, texture urbane grezze e superfici quasi monocromatiche consumate dal tempo e dagli agenti atmosferici. I riferimenti culturali si sovrappongono liberamente.
L’area del Canal Saint-Martin ha sempre attratto questo tipo di accumulazione visiva. Gallerie indipendenti, manifesti sovrapposti, street art parzialmente rimossa, terrazze di caffè, biciclette legate ai ponti di ferro e muri che oscillano continuamente tra deterioramento e reinvenzione. Le cose belle raramente restano perfette a lungo.
Beige attenuati e bianchi gessosi permettono ai rossi, agli arancioni, ai rosa e ai gialli delle piume di vibrare sulla superficie. I cavalli introducono un ritmo diverso, più silenzioso e delicato, quasi archivistico. Insieme danno vita a un’immagine al tempo stesso grezza e raffinata.
Nulla sembra completamente concluso. Alcuni frammenti si dissolvono nella parete mentre altri rimangono nitidi e grafici. Perfino lo spazio vuoto attorno all’opera diventa parte della composizione.
Sul tessuto, il contrasto tra il deterioramento morbido e il colore esplosivo ha creato una tensione straordinaria. Linee delicate accanto a movimenti espressivi. Silenzio accanto allo spettacolo.
Parigi a volte dà il meglio di sé quando smette di cercare di apparire elegante.
Fotografia di Franci Haest.
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